Roger, rockstar affermata, aiutato
dall'ascolto di un vecchio brano della propria band, parte
per un viaggio attraverso i ricordi del caro amico Syd. Ci
ritroviamo così catapultati nella "swinging
London" di fine anni sessanta dove i due amici vivono
le loro prime esperienze di musicisti ed insieme scrivono
le loro prime canzoni. Roger
e Syd vengono immediatamente notati da un produttore senza
scrupoli, il quale promette soldi e fama ma focalizza la
propria
attenzione sul più promettente dei due giovani artisti:
Syd. Quest'ultimo, di ritorno a casa propria dopo l'incontro
con il produttore, deve affrontare la madre che, protettiva
fino al soffocamento, lo sconsiglia di abbandonare il tetto
familiare, prospettandogli anzi i pericoli che la vita da
rockstar può presentare. Syd è disorientato
ma decide di ritornare dal produttore accettando le sue proposte
ed entrando così a far parte della "macchina" dello
spettacolo.
Il successo e i soldi arrivano in fretta: Syd viene presentato
alla stampa e alla televisione, che lo osannano da subito.
Replica ogni sera lo stesso concerto, calandosi volta volta
nei panni dello showman, vestendo la maschera della rockstar.
Roger è un fiume in piena di ricordi e non riesce
a darsi pace per aver visto il declino di Syd, una stella
eclissata
dalle ombre della droga e del successo.
Syd inizia ad avere un forte crollo nervoso e le pressioni
del Business Discografico non fanno altro che peggiorare la
situazione: si sente solo e incompreso e trova pace unicamente
per mezzo delle droghe, ma una dose eccessiva lo fa collassare.
Al risveglio si trova ancora imprigionato in un mondo che
non vuole più, del quale si vuole disfare: inizia
per lui una fase discendente che lo porta a chiudersi in
se stesso
e ad abbandonare i propri amici e la propria ragazza. Rimasto
solo inizia ad avere allucinazioni paranoiche: la madre con
la conseguente carica oppressiva; Roger, il produttore e
l'intero
mondo dello spettacolo, la sua stessa ragazza. Nella mente
di Syd tutti sono uniti e concordi nel processarlo e condannarlo
a ripetere il proprio spettacolo in eterno.
E' l'ultimo tassello di un puzzle che porta Syd al definitivo
collasso mentale e al conseguente periodo di cura in un ospedale
psichiatrico.
NOTE
Syd è l'emblema del suo tempo.
E' un poeta visionario, un'artista irrimediabilmente attratto
dal trend dell'epoca, ovvero il "viaggio"
oltre i confini delle porte della percezione, oltre la propria
mente, per mezzo di stati di alterazione prodotti dalle droghe
lisergiche. La liberazione della mente attraverso l'arte è
infatti il nodo che porta Syd ad accettare di diventare una
rockstar, un simbolo. Quello stesso percorso lo porta invece
ad essere completamente schiavo del sistema correlato allo
show business.
In Welcome to the machine il mondo del profitto e quello
dell'arte sono contrapposti, e quando il primo domina sul
secondo lo frantuma definitivamente. Syd sogna l'arte, ma
scopre sulla sua pelle che la commercializzazione del suo
sogno porta ad una serie di regole codificate che sono l'esatto
opposto della libertà espressiva: entrando nella "macchina"
dello spettacolo con tutte le sue varianti (Cinema, Radio,
Televisione, giornalisti, fotografi) Syd deve vestire, reiterando
sera dopo sera il solito spettacolo, una maschera che, unita
alle droghe, lo porta alla follìa.
Credo che la storia di Syd sia sempre
stata all'interno delle musiche dei Pink Floyd.
Syd Barrett è stato il loro primo cantante ed in molti
dei testi composti in seguito alla sua uscita dalla band,
è evidente il richiamo al compagno perso nella pazzia.
Ragion per cui la storia che vive in "Welcome to the
machine" è nata in modo spontaneo, diretto.
Parlare di tutto questo per mezzo di
un musical (spettacolo contenitore di teatro, musica e balletto)
è anche e soprattutto un modo per parlare dello Spettacolo,
delle varie parti chiamate in causa che lo compongono (televisioni,
giornalisti, artisti, produttori, entourages vari), della
varia umanità che vive e prolifera all'interno di un
mondo che costituzionalmente si basa sul profitto; i protagonisti
non solo più solo gli attori: è l'intero mondo
dello spettacolo (attraverso proiezioni, telecamere in scena,
musica dal vivo) che viene portato in primo piano.